Esiste una descrizione di un territorio attraverso la narrazione degli avvenimenti storici che vi si sono avvenuti o attraverso i monumenti architettonici e le bellezze naturali ed esiste una descrizione degli stessi luoghi e la evoluzione storica e sociale che può essere descritta attraverso i proverbi ed i modi di dire che vi esprimono le idealità della popolazione.L'attenzione degli studiosi verso quest' ambito della cultura inizió a diffondersi nel XIX secolo e per la Sicilia la più nota raccolta di proverbi è quella di Giuseppe Pitrè che rappresentano una viva testimonianza della saggezza popolare e, quasi nella stesso periodo è gli stessi luoghi in simile lavoro è quello che Giovanni Verga ha fatto nei suoi romanzi come "I Malavoglia" e nelle sue novelle Per il Marchesato Crotonese una raccolta è stata realizzata da Tommaso Corda e Luigi Villirillo che hanno pubblicato con i tipi della Publigrafic "Proverbi calabresi e modo di dire nella dialettologia del Marchesato di Crotone"."I proverbi e i modi di dire che conosciamo oggi - scrivono gli autori nella prefazione del saggio - sono vecchi di qualche secolo o forse più. Per la maggior parte erano pronunciato dal popolo, dalla gente comune, dai poveri e dagli sfruttati ed avevano un comune denominatore, quello di capire e farsi capire nell' immediatezza dall' interlocutore". Il saggio è diverso in due parti, la prima è una raccolta di proverbi dedicati alla agricoltura, animali e caccia; fenomeni atmosferici e meteorologia; donna, casa e matrimonio; ricchezza e povertà; salute; virtù e difetti; etica, dolore e morte. La seconda parte, invece raccoglie modi di dire e blasfemie. A testimonianza del fatto che il dialetto sia più vivo di quanto si pensa, negli scorsi tempi gli autori hanno realizzato una ricerca fra gli alunni delle quarte classi delle scuole primarie di Isola Capo Rizzuto ed anche in questo caso le sorprese sono state sorprendenti. Sfogliare la pubblicazione di Corda e Villirillo è inoltre quasi come sfogliare un album fotografico con cui i residenti possono riconoscersi come sono e come sono stati in un affascinante percorso nella memoria che non è semplicemente nostalgia ma anche la possibilità di rendersi conto che, in fondo, nonostante il trascorrere dei decenni, in fondo le abitudini, i modi di dire ed agire sono cambiati poco.
Francesco Rizza
Commenti
Posta un commento