Alla chiusura delle scuole primarie Paternise non ci sta. A sangue freddo alla popolazione del popoloso quartiere policastrese continua a bruciare la chiusura della scuola ad anno scolastico iniziato con una modalità non certamente usuale calata dall'alto ma per la decisione autonomamente presa dalle famiglie di trasferire gli alunni alle scuole di Petilia centro. Una petizione popolare firmata da circa 200 cittadini è stata indirizzata al sindaco Simone Saporito con la richiesta di farsi carico della vicenda mentre alcuni quesiti sono stati inviati al ministro Giuseppe Valditara ed al dipartimento regionale della pubblica istruzione che, nelle more della vicenda, ha dato qualche speranza per i prossimi anni scolastici. Oltre ai genitori degli alunni la richiesta è stata firmata dai docenti Salvatore Locanto e Filomena Luchetta, maestra pluri premiata anche a livello nazionale per la propria attività culturale e didattica e non è escluso che altre iniziative non siano messe in campo.. Mentre la strategia nazionale per le aree interne redatta dal Governo vorrebbe disinteressarsi i delle aree periferiche abbandonandonle alla desertificazione ed in ambito culturale sta prendendo sempre più forza la teoria della "restanza' dell'antropologia Vito Teti la chiusura di una istituzione dello Stato come una scuola non può essere ritenuta un mero calcolo aritmetico o un algoritmo.
A Paternise di Petilia Policastro, che prima della cementificazione selvaggia degli ultimi decenni era l'orto per antonomasia della cittadina dell'Alto Marchesato Crotonese non è solo l'unico presidio dello Stato ma anche l'ultimo punto di socialità ed aggregazione. Finanche la Chiesa cristiana evangelica che per decenni ha avuto il proprio luogo di culto a Paternise da alcuni anni ha preferito trasferirsi altrove con la realizzazione della propria chiesa in località San Liborio. Se si guarda alla chiusura della scuola da questo punto di vista, il problema non è rappresentato dai pochi chilometri che separano Paternise dalle scuole di Petilia centro. Perché in questa periferia calabrese le razionalizzazioni non possono essere il mero sinonimo del taglio dei servizi, in un territorio comunale che di tagli negli ultimi anni ne ha visti tanti, compreso quello della postazione di guardia medica che è una notizia quanto viene garantita. Capita così che in realtà, la chiusura della scuola pubblica di Paternise dovrebbe essere vista non solo come il problema dei soli alunni e dei loro docenti ma come l'ennesimo impoverimento di una cittadina sempre più indolente che accetta nel silenzio il proprio abbandono da parte dello Stato.
Francesco Rizza
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