La Pedagogia dell'antimafia di Bruno Palermo approdata al "Mesoraca Festival".



Ha ospitato un intenso approfondimento sulla pedagogia dell'antimafaia il "Mesoraca Festival" festival culturale realizzato dall'omonima associazione presieduta dal professore Francesco Gtano in collaborazione con l'amministrazione comunale del sindaco Annibale Parise e della assessore Eloisa Tesoriere.  Nella sala del Consiglio comunale, luogo emblematico della legalità e del confronto,  è stato presentato, infatti, il saggio "Al posto sbagliato. Storie di bambini vittime di mafia" del giornalista Bruno Palermo edito dalla Rubbettino con Prefazione di don Luigi Ciotti. Dapprima una emozionante rappresentazione teatrale del testo a cura dell'attore Francesco Pupa, ormai un volto amico della cittadina pre silana e, quindi, un ricco confronto che ha consentito s più voci di esprimere la propria lontananza da quella malavita che ancora spadroneggia principalmente nel Meridione italiano. In un territorio come l'alto Marchesato Crotonese dove mafia e mafiosittà sono elementi pregnanti di una società che non riesce a liberarsene, la pubblicazione raccoglie 108 storie di bambini che in realtà non si trovavano in posti sbagliati ma che comunque cono stati uccisi per una becera fatalità o per rapporti parentali di uomini di mafia.
  Ecco dunque scomparire la mitica bugia che secondo cui la mafia non avrebbe mai ucciso donne e bambini. Anche se inquietanti,  o forse proprio per questo, le pagine di Bruno Palermo sono pagine  servono per fare e costruire memoria, divenendodo simboliche anche in una realtà come la Presila Crotonese dove la leggendaria storia di Osso, Mastrosso e Calcagnosso sono più vive che mai ed addirittura pubblicizzata da alcune serie televisive e dai brani di alcuni cantanti neo melodici che, alle volte,  inneggiano la 'ndrangheta. Se questo è lo scenario generale che abbiamo sotto gli occhi, "Al posto sbagliato. Storie di bambini vittime di mafia" è un lavoro rivoluzionario come ha del rivoluzionario la scelta dell'Amministrazione comunale di Mesoraca di inserirla nella propria rassegna letteraria. "Quando ero adolescente - ha ammesso Bruno Palermo - gli adulti mi dicevano di guardarmi dai Marocchini, dagli Albanesi e dagli altri stranieri, non ricordo che qualcuno mi abbia mai detto di guardarmi dagli uomini di mafia. Da insegnante, in un momento storico in cui si lamenta la supposta mancanza di valori alito delle nuove generazioni il mio invito è quello di parlare con i ragazzi e gli adolescenti". È questa, probabilmente,  la strada da intraprendere per consentire alla cronaca di uscire dai mass media arricchendosi di una valorialtà didattica,  particolarmente in una periferica e difficile realtà come il Crotonese. 
Francesco Rizza 

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