Con la seduta del Consiglio comunale del 9 dicembre è ufficiale: la maggioranza "Petilia Rinasce" che nell'ottobre 2021 ha eletto il sindaco Simone Saporito continuerà la gestione amministrativa della cittadina senza consiglieri di minoranza. Anche Rosaria Ierrdi, Giuseppe Scordamamia e Giuseppe Cavarretta, ultimi candidati non eletti della lista "Insieme Per Petilia " che candidata a sindaco Giovamattista Scordamaglia hanno accettato di far parte della Civica Assise e, subito dopo essere stati surrogati, hanno accettato di far parte del Consiglio comunale cittadino e si sono dimessi. È stata questa la dura reazione della minoranza consiliare alla richiesta della maggioranza al candidato sindaco Scordamaglia di dimettersi per aver ammesso di vergognarsi di far parte della assise cittadina dopo la seduta kafkjiana del 14 novembre che aveva dimostrato tutta la fragilità della maggioranza consiliare oltre alle risposte della Giunta relativamente alla questione dell'acqua potabile dichiarata non potabile che non avevano convinto oltre che la minoranza gran parte della popolazione. In realtà, " Petilia Rinasce " continua a conteggiare nei banchi della minoranza Fabio Carcea nonostante anche questo abbia inviato via pec le proprie dimissioni trovandosi in Veneto per motivi di lavoro ritenendo che le dimissioni vadano presentate di persona in Consiglio Comunale. Per Petilia si tratta di una situazione inedita. Anche i Consiglier di minoranza nella consiliatura del sindaco Dionigi Fera si erano dimessi in blocco, ma allora le surroghe erano state accettate dai consiglieri non eletti. "Chi si canta e viene eletto - questo il pensiero del sindaco Simone Saporito - dimettendosi dal Consiglio comunale tradisce i propri elettori anche se ha perduto le elezioni" ma nonostante a detta del presidente del Consiglio Ferdinando Militerno a tutti i Consiglieri è starà riconosciuto il diritto di parola, nessuno dei consiglieri di minoranza surrogati si è stento a proprio agio nel proprio ruolo e, come ha ammesso Rosaria Ierardi prima dei consiglieri ad essere stata surrogata e subito dimessasi la Civica Assise petilina è carente di agibilità democratica con un diritto di parola semplicemente formale.
Francesco Rizza
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