Verso un Consiglio comunale senza minoranza a Petilia Policastro. La scelta ufficializzata in una assemblea del Partito democratico.
Per la presa d'atto delle dimissioni dei quattro consiglieri, l'assemblea avrebbe potuto sembrare una presa d'atto di una disfatta e di un arretramento, ma non è così. "Continueremo a seguire - ha annunciato Scordamaglia - la gestione della cosa pubblica a Petilia partendo anche se da semplici cittadini ed a dire la nostra sugli atti amministrativi che saranno approvati ma avevamo la necessità di reagire non solo alla richiesta delle mie dimissioni arrivate via social dal primo Cittadino ma anche ad una gestione amministrativa della maggioranza del sindaco Saporito". La goccia che ha fatto tracciare il vaso è stata la seduta consiliare dello scorso 14 novembre che ha registrato la lotta della stessa maggioranza contro il presidente del Consiglio Ferdinando Militerno, ma anche la mancanza di giusticazione da parte degli Amministratori sulla grave situazione dell'acqua potabile la cui comunicazione alla popolazione è avvenuta con un pauroso ritardo come ammesso anche dal Presidente consiliare a cui è seguita una sorta di processo senza contraddittorio di Giovamattista Scordamaglia sulla pagina social di "Petilia Rinasce" solo perché aveva affermato "mi vergogno di far parte di questo Consiglio". A precedere l'intervento del Consigliere comunale ed il vivace dibattito l'introduzione del segretario cittadino del Partito democratico che pur ammettendo che le dimissioni dei quattro consiglieri avrebbero potuto essere preceduti da una assemblea ha sottolineato che la stessa decisione è stata presa in un confronto anche con il segretario provinciale Leo Barberio. "Invece di provare a chiedere scusa per la propria inadeguatezza amministrativa - ha detto Vincenzo Ierardi- gli amministratori cittadini hanno preferito provare a delegittimare Scordamaglia come hanno spesso fatto nel corso degli anni ed a questo punto si è resa necessaria una reazione forte che sicuramente non sarà una resa del Partito democratico che continuerà a svolgere il proprio ruolo".
Francesco Rizza
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