Dedicato a Pier Paolo Pasolini il "Mesoraca in Festival". varie iniziative si svolgeranno nel prossimo mese di marzo.


Sarà interamente dedicato a Pier Paolo Pasolini, nel cinquantesimo anniversario della morte,  la terza edizione del "Mesoraca in Festival". Lo ha comunicato con un post social l l'amministrazione comunale del sindaco Annibale Parise e della assessore Eloisa Tesoriere.  Gli eventi inseriti nella programmazione si svolgeranno nel prossimo mese di marzo. Un mese speciale, nel segno del pensiero pasoliniano, con la presentazione del volume "Intellettuali e Mezzogiorno" di Gaetano Leonardi e Christian Palmieri, accompagnata dall’omonima mostra fotografica, e con l’intervento del professor Carlo Fanelli docente dell'Unical per la presentazione del suo libro "Pasolini e la Calabria". " ricordare Pasolini significa non soltanto onorare un grande intellettuale, ma continuare a far vivere la sua eredità critica e poetica, che parla ancora – e forse più che mai – al nostro tempo. Io so. Ma non ho le prove  scriveva negli Scritti corsari, denunciando con coraggio l’ipocrisia e le contraddizioni del potere.  E ancora: il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.Parole che, a mezzo secolo di distanza, restano più vive e necessarie che mai. D'altronde il rapporto il rapporto fra l'intellettuale bolognese ed il Crotonese era stato ampio. Basta pensare che proprio nel Crotonese, Pasolini aveva girato il celebre film “Il vangelo secondo Matteo” utilizzando comparse del luogo come i cutresi Marcello Galdini, nel ruolo di Giacomo, Rosario Migale, in quello di Tommaso e la crotonese Margherita Caruso nei panni di Maria da giovane. Un momento infausto nel rapporto fra Pasolini e Cutro si è invece registrato nel 1957 quando fu denunciato dal sindaco democristiano Vincenzo Mancuso perché nell'inchiesta "La Lunga Strada di Sabbia" aveva definito la cittadina del Crocefisso "paese dei banditi". In realtà,  il processo non si svolse per la decisione del Tribunale del "non lungo a procedere". Spiegando il proprio pensiero,  Pasolini avrebbe spiegato come "il 40% della popolazione è stata privata del diritto di voto perché condannatq per furto: questo furto consiste poi nell’aver fatto legna nella tenuta del barone. Ora vorrei sapere che cos’altro è questa povera gente se non ‘bandita’ dalla società italiana, che è dalla parte del barone e dei servi politici?" e nel 1959 sarebbe ritornato a Crotone, riappacificandosi con la città Pitagora e ricevendo il "Premio Crotone". A 66 anni di distanza da allora,  mentre il mistero sulla sua morte non è stato ancora svelato,  Mesoraca ed il suo festival gli tributeranno, alle pendici della Sila,  quest'importante tributo alla memoria con degli eventi che anche quest'anno come nei precedenti supereranno i confini regionali.
Francesco Rizza 

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