Ad anno scolastico iniziato, novità inattese nelle scuole primarie di Petilia Policastro. I genitori degli alunni del plesso scolastico di Paternise "Barbara Micareli" popoloso quartiere a nord del centro cittadino, hanno deciso di trasferire i propri figli presso le scuole di Petilia centro. Solo gli alunni della quinta classe rimarranno presso il padiglione scolastico che, alcuni mesi fa, era stato tinteggiato dagli stessi genitori a proprie spese, per concludervi il proprio ciclo di studi nelle stesse aule in cui l'avevano iniziato. Se il numero degli alunni è sostanzialmente diminuito nel corso degli anni, tanto che da tempo la dirigenza scoltica vi aveva formato una pluriclasse, ciò che è avvenuto a Paternise di Petilia è l'esatto contrario di ciò che è accaduto in tanti altri Comuni calabresi: la decisione di sopperire la scuola che di fatto era l'unica rappresentanza dello Stato non è stata una decisione imposta dall'alto ma una libera scelta presa dal basso, da parte della popolazione residente che ha deciso di privarsi di quelle scuole che, certamente, stante la denatalità non vi tornano nei prossimi anni. A rischio le scuole della frazione di Camellino che, considerando il precedente di Paternise, potrebbero registrare nei prossimi anni analoghe scelte nei prossimi anni. Il tutto nella totale indifferenza delle Istituzioni locali, a partire dalla Amministrazione comunale, e della società civica da tempo spenta e disinteressata allo spostamento della presenza dello Stato con tutto ciò che comporta. Ben altra reazione si era registrata nella cittadina dell'Alto Marchesato Crotonese alcuni anni fa allorquando, essendo sindaco Dionigi Fera, in uno degli ultimi dimensionamenti scolastici realizzati a discapito del territorio l'Amministrazione provinciale deciso l'abrogazione dell'autonomia scolastica di Paglirelle con le scuole primarie e secondarie della frazione montana aggregate a quella di Petilia centro che avevano provocato non poche proteste. Almeno questa volta Petilia Policastro ha voluto distinguersi da ciò che accadde nel resto dell'Italia meridionale dove numerose città hanno protestato e stanno protestando contro il piano strategico per le Aree interne 2021-27 con la marginalizzazione delle aree interne che, nel Comune un tempo baricentro dell'Entroterra Crotonese era punto di riferimento per le cittadine del circondario.
Francesco Rizza
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