Petilia Policastro. Per il palazzo pericolante in via Colla assolti ex sindaco Amedeo Nicolazzi ed ingegnere Sebastiano Rocca. La Procura pretende la demolizione.
Ci sono voluti quasi otto, lunghi anni, ma la Procura di Crotone, Tar e Consiglio di Stato non hanno trovato colpevoli fra l'ex sindaco di Petilia Policastro, Sebastiano Rocca ingegnere comunale e le famiglie che abitavano in un palazzo abusivo di via Colla quartiere capitale dell'anomalia urbanistica di Petilia Policastro. Il procedimento legale era sorto nel 2017 quando al piano terra dell'edificio di sei piani, si aprì una voragine di circa dieci metri quadrati e tre di profondità. Richiesti dallo stesso Sindaco, mentre molti suggerivano di non dare molto clamore alla stroria, erano arrivati per fare dei sopralluoghi i sopralluoghi ii Vigili del Fuoco e la Protezione Civile col geologo Carlo Tansi che non ebbero dubbi: esisteva un concreto “pericolo diretto di crollo”. Dal Municipio fu emanata una ordinanza di sgombero che per i Pm della Procura era troppo poco e decisero di iscrivere nel registro degli indagati Nicolazzi, il responsabile dell’Ufficio tecnico Rocca ed i 27 proprietari degli appartamenti. L'assoluzione per Amedeo Nicolazzi è arrivata “perché il fatto non sussiste” per Sebastiano Rocca “per non aver commesso il fatto”, mentre i 27 proprietari sono stati prosciolti per prescrizione. Infatti, secondo la Corte giudicante " il Comune di Petilia ha fatto tutto ciò che era consentito dalle risorse materiali e umane a disposizione per tutelare l’incolumità delle persone". Con la sentenza, i problemi non sono terminati né per il Municipio e nė per le famiglie residenti. Eccepito il parere della Corte di Stato di cui era in attesa la precedente Amministrazione Comunale, il palazzo è stato restituito al Comune di Petilia Policastro inviato a procedere alla demolizione in danno.
Quello dell'abusivismo edilizio è un problema ultra decennale per Petilia Policastro. Per più lustri, le varie Amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida del Municipio furono almeno poco attente al rispetto delle più semplici regole urbanistiche e, probabilmente per motivi elettorali, si è consentito di costruire abusivamente un pò ovunque, anche nei letti dei ruscelli che attraversavano il centro cittadino sommersi dal cemento delle ditte di costruzioni, aggravando una situazione idrogeologicamente fragile. Ci fu addirittura un momento storico, fra gli anni Settanta ed Ottanta del secolo scorso, in cui i manufatti che venivano sequestrati dalle Forze dell'Ordine venivano dissequestrati con il pagamento di una sanzione pecuniaria e l'allegro abusivismo, un vero business per una cerchia ristretta di popolazione, poteva tranquillamente riprendere. Sorsero così, alti palazzoni di 5, 6 piani molti dei quali lasciati incompiuti, costruiti nei luoghi più impensabili dal quartiere Colla alla frazione di Foresta in cui, per un territorio pianeggiante, le Amministrazioni comunali e gli uffici comunali avrebbero potuto pretendere un minimo di ordine. Per lunghissimi anni, per questa situazione, nessuno fu punito o chiamato ad intervenire ad eccezione, nei primi anni Settanta, quando un gruppo di "Lotta Continua" per sensibilizzare la politica e la popolazione costruì, provocatoriamente una baracca in piazza Filottete, vedendo condannata per occupazione abusiva. Poi, inevitabilmente, le situazioni e la mentalità cambiano e purtroppo i figli sono chiamati a pagare le colpe dei padri.
Francesco Rizza
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