Fra illegalità e rassegnazione nuovo incendio alla Rupa di Petilia Policastro.


  Un nuovo incendio alla Rupa, quartiere bizantino di Petilia Policastro diventato una vera e propria enclave dove, particolarmente nelle ore notturne, può succedere di tutto. Come non succedeva da qualche tempo, i soliti ignoti hanno acceso un incendio bruciando i rifiuti che altri cittadini avevano lasciato in una casupola abbandonata ed è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco per evitare che le fiamme creassero maggiori problemi rispetto a quelli che si stavano registrando. Se l'Amministrazione è intenzionata ad un intervento di ristrutturazione finalizzato con un prestito presso la Cassa Depositi e Prestiti, ormai la situazione è sfuggita di mano a chi dovrebbe garantire la sicurezza dei pochi cittadini che vi risiedono, per lo più anziani ed immigrati. Il controllo e la sanzione nei confronti degli indivili che nonostante la raccolta della differenziata porta a porta che dovrebbe avvenire con maggiore incisività Ancora poco chiara, inoltre, la situazione dell'isola ecologica che se è in funzione è certamente sottodimensionato rispetto alle necessità della popolazione che non sempre riesce a disfarsi degli ingombranti di cui ha necessità di disfarsi. In contemporanea la messa in sicurezza del quartiere medievale petilino, a pochi passi dalla centrale piazza Filottete non è più rinviabile e le autorità competenti non possono più accontentarsi dalle giornate ecologiche che, saltuariamente, vengono organizzate dell'associazionismo e dal mondo della scuola. A detta di molti, a causa delle condizioni di numerose case crollate o che stanno per crollare e dei numerosi e fetidi cumuli di rifiuti solido urbani sarebbe necessaria una vera e propria bonifica da affidare, se possibile, all'esercito. Certamente il degrado Rupa va affrontato, a Petilia Policastro, con serietà e velocità per evitare guai peggiori dell'attuale degrado come una possibile epidemia. 
Francesco Rizza 

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